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Quello della produzione casearia è sicuramente uno degli ambiti principali dell'economia, della vita e del costume
della Valsassina.
Il latte derivante dall'allevamento di bovini e la sua lavorazione sono un'arte tipica di questa valle poichè i nuovi mezzi
non hanno fatto dimenticare le antiche regole che da sempre governano l'allevamento del bestiame e che prevedono, tra l'altro,
il trasferimento estivo delle mandrie sugli alpeggi alle quote più alte.
Il latte così prodotto viene lavorato per ricavare formaggi di indubbia qualità tra cui il più conosciuto
è sicuramente il tipico formaggio da tavola, ovvero il taleggio: un formaggio dalla forma quadrangolare,
con crosta sottile e dalla pasta uniforme e compatta, ideale come secondo piatto o a fine pasto accompagnato da mele o pere.
Il taleggio è così versatile che è anche ideale per la preparazione di primi piatti (paste,risotti e zuppe, di secondi piatti (frittate), di insalate e anche di
alcuni tipi di pizza e crepes.
I produttori di Taleggio si sono riuniti in un Consorzio al fine di tutelarne la produzione.
Il Consorzio effettua la marchiatura di ciascuna forma di taleggio prodotto conformemente al disciplinare di produzione.
Ogni forma ha quindi impresso questo marchio. Per il consumatore viene stampato un marchio sull'incarto esterno.
Visita anche il sito internet www.taleggio.it
Il 18 febbraio 2007 è andata in onda su RETE4 la trasmissione domenicale Mela Verde dedicata alla produzione di Taleggio in Valsassina.
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Grazie al clima mite del lago, anche la zona tra Varenna, Vezio e Perledo vanta una notevole produzione di olio extra
vergine di oliva.
Le varietà di olivo maggiormente coltivate sono il "Frantoio" (frutti olivoidali dal peso di circa 2gr) e il "Leccino" (frutti grossi ino a
5gr).
Se ne produce poco perchè i terreni coltivabili sui pendii digradanti verso il lago sono di ridotte dimensioni: ma la qualità
è tale da preferire queto olio a tutti gli altri di pur acccettato pregio.

La raccolta delle erbe commestibili è legata nel territorio lecchese ad usanze antiche e a tradizioni
perdutesi purtroppo nel tempo.
La Valsassina custodisce un'incredibile e impensabile varietà di piantine, germogli, fiori e radici tra le più prelibate, interessanti
dal punto di vista grastronomico, dietetico e curativo.
Le erbe più raccolte sono la "Crepide" (insalata matta), la "Cima di rapa" (ravizzone), il "Piattello" (mustacc), il
"Radicchio a fiore azzurro", la "Primula", il "Raperonzolo" (rampogen), il "Silene e il "Tarassaco".


In Valsassina è difficile indicare le zone più prolifiche, dai boschi di Crandola e di Narro a quelli della Muggiasca e della Val Varrone,
da Primaluna a Cortabbio, da Nava di Baiedo alla Val Marcia fino al Pian delle Betulle.
Il territorio lecchese infatti è ricco di montagne e di boschi in cui si alternano noccioli,roveri, castani, faggi, abeti e larici,
tutte piante adatte allo scambio di sostanze con la terra per innescare la nascita e la crescita dei funghi.


I dolci della Valsassina spaziano dalle crostate ai piccoli frutti, allo scapinasc, ai sassetti della Valsassina
(biscotti croccanti con mandorle da gustare con il vino) ai caviadini, particolari biscotti tipici di Barzio e ora
prodotti e commercializzati da tutti i pasticceri e panettieri della Valle.
Da citare anche il Dolce Grigna, fatto di fichi secchi, noci, frutta candita e uva sultanina.
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